EASD 2017
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Xagena Mappa

Relazione prognostica tra gravità del diabete mellito con o senza malattia renale cronica e rischio cardiovascolare dopo intervento coronarico percutaneo


La presenza di diabete mellito o malattia renale cronica è associata a una prognosi peggiore dopo intervento coronarico percutaneo ( PCI ).
È anche noto che gli esiti nei pazienti trattati con Insulina ( diabete mellito di tipo 2 con necessità di Insulina, ITDM ) sono peggiori rispetto a quelli che non fanno uso di Insulina ( diabete mellito di tipo 2 non-insulinico, NITDM ).

Sono stati confrontati gli esiti a lungo termine nei pazienti sottoposti a procedura PCI con gravità variabile di diabete mellito con e senza nefropatia cronica.
Sono stati studiati retrospettivamente 17.898 pazienti sottoposti a procedura PCI dal 2009 al 2014 presso il Mount Sinai Cath Lab.

I pazienti sono stati suddivisi in gruppi per presenza o assenza di malattia renale cronica e per stato di diabete mellito ( nessuno, NITDM o ITDM ).

In assenza di malattia renale cronica, gli hazard ratio aggiustati per morte o infarto del miocardio associati a diabete non-insulinico ( NITDM ) e diabete insulinico ( ITDM ) sono stati, rispettivamente, pari a 1.65 e 3.78.
Rischi analoghi in presenza di nefropatia cronica sono stati 3.34 e 6.26.

Lo studio ha dimostrato che, indipendentemente dallo stato renale, la necessità di Insulina nel contesto del diabete mellito identifica un gruppo con rischio sostanziale di morte o infarto del miocardio a 1 anno. ( Xagena2018 )

Chamaria S et al, Am J Cardiol 2018; 121: 168-176

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